|
Il Costume
La maggior parte degli abiti cinesi ancora esistenti risalgono all’ultimo periodo della dinastia Qing.
Gli abiti di corte della dinastia Qing rivestono un particolare interesse in quanto costituiscono una sintesi di modelli già tradizionalmente usati in epoca Ming (1368 – 1644) e nel corso delle dinastie precedenti, con modelli dell’abbigliamento nomade mancese, cui i Qing non vollero rinunciare a richiamarsi. Il vestiario ufficiale di corte poteva essere indossato soltanto dai mancesi, dai nobili, dai funzionari e dai militari cinesi che fossero passati al servizio dei Qing. La decorazione dell’abbigliamento, così come la gerarchia dei colori, degli accessori e le insegne di rango non erano casuali, anche se fino alla metà del XVIII secolo le disposizioni in materia vennero emesse in modo piuttosto disorganico. Un vero e proprio corpo di leggi, il Catalogo illustrato dei parafernali rituali della dinastia regnante, fu finalmente compilato dall’imperatore Qianlong nel 1759 e rimase in vigore fino alla caduta della dinastia, nel 1911.
Il disegno diventa più elaborato rispetto ai vestiti più tipici del periodo Ming. Mentre lo schema cromatico durante la dinastia precedente era principalmente blu e rosso e il mangpao (sottoveste decorata con draghi) non poteva essere indossato a piacere, nella dinastia Qing sia gli uomini che le donne avevano il permesso di indossarlo.
Il vestito di corte della dinastia Qing era più sontuoso rispetto a quello Ming e l’abbigliamento includeva il mangpao (abito decorato con draghi), sopragiacche, polsini a forma di zoccolo di cavallo (matixiu), cappelli, stendardi e inoltre una gran varietà di gioielli ed ornamenti.
L’abito cinese tradizionale era formato da diversi strati di capi indossati sotto una veste sulla quale convergeva tutta l’attenzione delle decorazioni. Gli strati indossati sotto l’abito dipendevano dalle stagioni: in inverno erano più numerosi e la veste era foderata o bordata di pelo. Nei mesi più caldi, invece, gli strati diminuivano e i tessuti utilizzati erano seta, garza o cotone. Anche il colore variava con il clima: quelli più scuri venivano abbinati ai capi invernali, l’azzurro e i colori più chiari a capi estivi. Il giallo era l’unico colore che il solo imperatore aveva il permesso di indossare.
|