Introduzione


Nonostante la sproporzione delle forze, nel 1644 una piccola e agguerrita confederazione di tribù nord-orientali, conosciuti come Manchu (o nomadi delle steppe) si impadronirono di Pechino. Grazie al consenso di importanti autorità dello Stato presero il sopravvento sull’impero Ming, dando vita alla dinastia Qing (1644 – 1911). Questo evento, che segnò gli ultimi tre secoli della storia cinese, fu determinato di fatto da una situazione di disfacimento politico e militare che rendeva ormai fatalmente vulnerabile il grande Impero. Di questa situazione seppero approfittare con abilità e tempestività i Mancesi.
I dominatori mantennero quasi completamente la struttura amministrativa esistente. La struttura sociale ed economica del periodo Qing non presentava grandi variazioni rispetto alla precedente dinastia Ming (1368 – 1644) e fondamentalmente continuava le linee di tendenza già esistenti dai Song (920 – 1279) in avanti. Per questo motivo la conquista da parte dei nomadi Manchu fu relativamente facile.
La vita di corte, sobria nei costumi e negli oggetti durante la dinastia Ming, divenne alquanto sfarzosa. Il colore degli abiti dei nomadi delle steppe si univa alle sete dando vita a nuovi immaginari fatti di animali, fiori, uccelli, draghi che iniziarono ad essere utilizzati, oltre che come decorazioni, anche come simboli di appartenenza a ranghi sociali diversi.
Da qui nasce la tradizione del ritratto, che, se in epoca Ming era soprattutto legata al culto degli antenati, durante la dinastia Qing divenne un’esigenza di rappresentazione del rango sociale del singolo individuo e l’esaltazione dei valori della famiglia rappresentata spesso nella sua dimensione multi-generazionale.
Su ogni abito veniva indicata l’attività svolta dai vari funzionari che corrispondeva ad una specifica gerarchia sociale: uccelli indicavano la funzione amministrativa, animali feroci quella militare mentre i membri della famiglia imperiale venivano segnalati con un’effigie raffigurante un drago.
Anche il colore degli abiti assume significati particolari: il giallo può essere indossato solo dall’imperatore, l’arancione solo dalle sue spose e dai suoi fratelli.
All’inizio del novecento la tradizione pittorica degli antenati era destinata a scomparire: i mutamenti sociali e politici che sconvolsero la Cina da un lato e l’avvento della fotografia dall’altro, sostituirono in breve tempo l’usanza che si era protratta per secoli.



 
Pavia & Pavia © 2010 - piazza Bodoni 1/p Torino - P.IVA 05292500013 - cont@tti